Stare male

Non sto parlando di malattia. Rifletto su quella sensazione di disagio, di non appartenenza, di confusione, di insicurezza, sulla tristezza diffusa, spesso sottile, che non ci invade del tutto ma c’è, e preme. Ne parlo perché conosco profondamente l’ insieme di tutti questi “sintomi”.

Sono stata una bambina strana, o meglio considerata tale, non c’era nulla di ciò che il mondo e gli altri proponevano come normale che mi sembrasse fatto per me. Poi arriva l’ adolescenza e si prova, si cerca di trovare un compromesso per integrarsi, è una necessità umana sentirsi parte di un gruppo, di una comunità, c’è il bisogno di appartenere. Allora si lavora dentro e fuori di sé per levigare le parti di noi che consideriamo poco comuni e che ci fanno credere di essere diversi.

A rimetterci di solito sono proprio le caratteristiche personali che più ci appartengono: passioni, interessi, sogni lavorativi, le nostre idee sulla famiglia, sulla coppia, sulla vita. Così si innesca un combattimento dentro di noi, perché vogliamo essere giusti per il mondo ma la nostra vera natura si fa sentire, e resta il bisogno di essere e fare tutto ciò che veramente amiamo e desideriamo. Questo stato di cose può durare per tutta la vita.

Con gli anni, e grazie al mio percorso di guarigione e di riconnessione con l’anima, finalmente ho compreso, ho visto che proprio questa battaglia interna è la fonte del malessere di cui sto parlando. Si arriva a un punto in cui la nostra verità è stata così schiacciata e nascosta che il dolore che si prova è insopportabile e dunque, anche questo lo si mette in fondo al cassetto delle cose da dimenticare.

Scegliere di fare un percorso di cura interiore ed emotiva permette di far cessare questa guerra, passo dopo passo comprendiamo e integriamo che:

  • Siamo tutti strani perché siamo tutti normali. Siamo semplicemente umani.
  • Non esiste uno stato di perfezione, anche quando sviluppiamo e diamo spazio alla parte spirituale, la parte della personalità, la materia deve essere considerata, nutrita e amata. Essere spirituali significa  amare di sé stessi anche la parte in ombra: quello che non ci piace o che pensiamo possa disturbare gli altri.
  • Non esistono regole prestabilite dalla società, dalla famiglia o dagli altri. Le uniche regole a cui possiamo fare riferimento sono quelle naturali, quelle che scandiscono la vita: nascita, crescita, decrescita e morte. Regole che si applicano a tutto ciò che esiste.
  • Quando scegliamo di essere ciò che siamo fino in fondo non diventa tutto facile ma si ha l’opportunità di sentirsi sempre in equilibrio, di avere un costante punto di riferimento e di sostegno: la propria anima. E questa è in realtà la più grande forza perché ci libera da condizionamenti, dipendenze emotive e dalla confusione.

Quello che offro con le varie tecniche che utilizzo è proprio un percorso per accompagnarti a lavorare su di te in questa direzione.

Essere in amore e unione con sé è una grande opportunità per vivere la migliore vita possibile.

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Pubblicato da Elena Gaia Bedino

Accordatrice vibrazionale, Formatrice Vocale, Artista

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